HO INTERROTTO LE LEZIONI IN RETE PER EVITARE UN FLUSSO DECISAMENTE INATTESO E TROPPO NUMEROSO DI E-MAIL


TRAINING MENTALE

Tecniche Di rilassamento- Visualizzazioni- Allenamento Ideomotorio

Le tecniche di rilassamento consentono agli atleti di:
controllare il loro tono muscolare
controllare il loro stato emotivo
ridurre l'ansia preagonistica
facilitano il recupero fisico e mentale
ed in particolare facilitano l'attivita' immaginativa permettendo agli atleti di
poter anche allenare, con la visualizzazione, la parte "nascosta" del movimento.
Alcuni allenatori pensano che le tecniche di rilassamento possono , se usate prima della gara,
interferire con la carica agonistica. Per me alcune procedure di rilassamento non solo sono
utili ma indispensabili per l'atleta sia per quando sopra evidenziato che per un vero e proprio
allenamento del gesto tecnico quando, per la tensione, alcune sensazioni improvvisamente
spariscono o si "sentono" meno.

LA VISUALIZZAZIONE

Una delle tecniche di rilassamento e di training mentale piu' usate nella mia scuola e' la visualizzazione, cioe' : lavorare con le immagini mentali.
Affinche' il lavoro con le immagini mentali sia utile, dobbiamo fare in modo che gli atleti allenino la propriaabilita' immaginativa . Devono avere la consapevolezza che non si puo' non immaginare, non possononon avere una immaginazione mentale di quello che fanno e, a seconda di come e' la rappresentazione mentale, l'atleta potra' avere una prestazione efficiente o scadente.
Quindi la rappresentazione immaginativa deve essere il piu' aderente possibile al contesto sportivo, l'atleta deve essere in grado di controllare le proprie immagini mentali, facendo in modo che non vi siano immagini "parassite", immagini cioe' che disturbano la rappresentazione mentale di un gesto tecnico. Nel Tennis se l'atleta prima di un servizio "vede o sente" un doppio fallo sicuramente il suo gesto tecnico verra' condizionato da un punto di vista tecnico esecutivo . Ovviamente al contrario se l'atleta "vede" un servizio fatto alla perfezione il gesto tecnico verra condizionato in senso positivo.
Ci sono altri principi su cui si deve basare l'allenamento mentale tramite le visualizzazioni che, per ragioni di spazio , non possiamo approfondire ora. Rimarchiamo solo che dette tecniche devono essere allenate sistematicamente e devono essere abbinate ad una tecnica di rilassamento.
Per finire voglio evidenziare due classi di visualizzazione:
-la prima che aiuta l'atleta a costruire il suo gesto tecnico, che l'aiuta a consolidare le tracce mentali di una componente motoria . Quindi l'atleta puo' ripassarsi mentalmente un gesto, uno schema tecnico tattico al fine di "allenarlo" positivamente.
-la seconda e' la visualizzazione per la risoluzione dei problemi. Problemi che possono essere legati alla paura di qualche situazione (ad esempio la paura di giocare con il vento) , o ad alcuni traumi sportivi (mi sono rotto la caviglia ed ora non appoggio piu' con sicurezza il mio piede)


PENSIERI DOPO UN TORNEO IN NIGERIA di Giacomo Paleni

Nello scorso mese di Ottobre ho partecipato con una mia allieva Lisa Sabino n. 500 WTA a due tornei ITF 25.000$ in Lagos Nigeria . L’esperienza già vissuta lo scorso anno e’ stata decisamente fuori dagli schemi dei normali tornei in quanto siamo stati accolti da un paese in pieno caos politico umano e sociale. Già allo sbarco all’aeroporto i pericoli si respiravano nell’aria, la possibilità di essere scippati era evidente ad ogni angolo ma per fortuna l’organizzazione del torneo ci ha mandato un pulmino !!!!! a prenderci per portarci in un hotel !!!!! che ha dispetto del costo (elevatissimo per la struttura) e della sua locazione ( nel centro di una bidonville di proporzioni gigantesche) era paragonabile ad un nostro “una stella”.

Lo scorso anno avevamo conosciuto una famiglia italiana che lavorava in Lagos e la moglie Paola Freddi, insegnante presso la scuola italiana ci aveva fatto visitare una scuolina nigeriana nel quartiere Moroko dove lei svolge volontariato e dove avevo lasciato il mio cuore negli occhi di quei poveri bambini che non avevano niente (dire niente è forse già troppo).
Il mio bagaglio questa volta era fatto principalmente di materiale per loro ed inoltre avevo elaborato una idea per distogliere momentaneamente il pensiero di questi bimbi dalla loro realtà “perché non fare un mini corso di tennis per loro”. Ho portato magliette, racchettine, palline ecc. ed un pomeriggio dopo le partite del torneo mi sono presentato con Lisa alla scuolina . Non vi dico la festa nel vedere le magliette, le palline colorate e le racchette . Una festa grandiosa come se avessimo portato in regalo una ferrari a testa, tutti a cantare e ballare e tentare di prendere una pallina ecc.ecc..
Il torneo ITF e’ andato bene Lisa ha fatto una finale ed una semifinale, ha preso parecchi punti ed io il suo maestro/coach devo essere contento ho ottenuto quanto prefissato anzi anche di piu’ ma allora perche’ quando penso al torneo mi ricordo solo dei bambini della scuolina? Perche’ anziche’ la vittoria della mia allieva sulla 220 del mondo mi ricordo solo di un bimbo sporco ed affamato che mi era attaccato ai pantaloni e non voleva piu’ staccarsi ? Perche’ anche Lisa al nostro ritorno anziche’ fare l’analisi tecnica del torneo quando parliamo di Lagos parliamo solo della felicita’ di quei bambini alla vista di una maglietta di 2 euro di alcune palline colorate e di qualche racchettina di tennis?
Probabilmente rifarò l’esperienza di quei tornei ma già da ora ho cominciato a pensare come aiutare i bambini della scuolina nel quartiere povere di Lagos e non mi stupirei se il prossimo anno anziché il mini corso di tennis di un giorno passeremo (io ed i miei allievi) tutto il tempo libero dal torneo presso i bimbi della scuolina in quanto i loro grandi occhi che chiedevano amore e forse anche qualcosa da mangiare ci sono rimasti , anzi sono incisi, nel nostro cuore.
Giacomo Paleni

COSTRUIRE UN GIOCATORE/TRICE SENZA:
SPENDERE MILIONI DI EURO ?
FARLO SMETTERE DI STUDIARE ?
FARLO GIOCARE 8 ORE AL GIORNO ?
SENZA CHE ABBIA UN TALENTO FUORI DAL COMUNE ?


Il coach Giacomo Paleni dice di si ed e' pronto a scommetterci in quanto lui l'ha fatto piu' volte prendendo dei ragazzi/e in eta' scolare e prescolare e portandoli fino al professionismo. Detti ragazzi hanno continuato gli studi con risultati soddisfacenti, si sono allenati solo al pomeriggio (non piu' di 90 minuti al giorno, piu' la preparazione fisica) e nemmeno tutti i giorni ed i genitori non hanno dovuto impegnare mezzi finanziari imponenti . Inoltre detti ragazzi/e, dal punto di vista motorio, non erano delle prime scelte in quanto snobbati dagli addetti ai lavori o dai tecnici federali addetti.
Come e' stato possibile?
Semplice risponde Paleni, basta usare: AMORE-CULTURA-PROFESSIONALITA'
AMORE: bisogna avere grande amore verso i tuoi allievi e verso questo sport, devi stare in campo senza pensare a quanto guadagnerai ma con l'obiettivo di far crescere i ragazzi sia dal punto di vista sportivo ma anche e soprattutto dal punto di vista umano.
CULTURA: se un maestro non ha cultura sportiva e non si aggiorna continuamente non puo' fare questo lavoro, io penso che gli addetti ai lavori devono fare formazione permanente e confrontarsi con umilta' tutti i giorni con i propri allievi e con gli altri tecnici del settore, devono viaggiare molto visitando le academy all'estero ed investire sulla loro formazione.
PROFESSIONALITA': la metodologia proposta nella scuola e' ovviamente molto importante, deve essere una metodologia sperimentata e che abbia basi scientifiche solide .
In questo caso la metodologia applicata si basa sulla teoria dello schema (R.Schmidt 1975) e sul training mentale.


ALCUNE DIFFERENZE TRA IL METODO TRADIZIONALE E QUELLO APPLICATO DA PALENI
TRADIZIONALE------- Paleni
Inducere--------educere
Staticita' ------dinamismo
Tempo reale di gioco 3' a lezione su 60'-----55' a lezione su 60'
Palle colpite (qualche decina)------qualche centinaia
Qualita?---------Qualita' e quantita'
Bambino passivo------- bambino attivo
Modeling quasi esclusivo------ apprendimento libero
Correzione dell'errore --------sperimentazione
Errore non errore --------sperimentazione
Insegnante saputo (supponente)-------- insegnante insegnato
Inizio a 7/8 anni inizio --------appena possibile (4 anni)
Didattica della certezza ------didattica del dubbio
Didattica della tecnica --------didattica del "sentire"
Ecc. Ecc.
Cos'e' assolutamente richiesto al maestro con questo metodo?
Capacita' empatiche
Capacita' di saper ascoltare e di saper comunicare anche al di la della parola
Capacita' di saper raccogliere le comunicazioni ulteriori e saperle interpretare
Creativita'
Capacita' di energizzare la parte bambina (Berne gli stati dell'io)

CARATTERISTICHE DI QUESTA METODOLOGIA DI APPRENDIMENTO
Variabilita', sperimentazione di una vasta gamma di movimenti
Problem solving, scoperta guidata della soluzione del problema
Escludere un canale sensoriale per esaltare gli altri (visivo acustico)
Pratica mentale
Metodo globale o per parti
Creativita'
Apprendimento automatico

Queste sono solo alcune cose che riguardano un metodo complesso e nello stesso tempo banale basato su solide basi scientifiche e sperimentato in Italia prima da Alberto Castellani e poi da Giacomo Paleni. E' sempre brutto fare degli esempi e dei nomi in quanto si dimentica sempre qualcuno ma per chi si chiede quali sono i ragazzi che con Paleni sono arrivati alle classifiche mondiali ATP WTA ITF ETA partendo da piccolini e sempre con lo stesso maestro ecco alcuni esempi:

MARCO CRUGNOLA comincia con Paleni a 4 anni e arrivato a 20 anni in classifica ATP (n.160)
LISA SABINO comincia con Paleni a 7 anni a 18 anni n. 67 del mondo ITF              ( n. 315 WTA)
NADINE SANFILIPPO arrivata da Paleni a 13 anni ed a 16 in classifica ITF e WTA
ZANDARIN ROBERTA arrivata da Paleni a 11 anni ed a 20 anni in classifica WTA in doppio
RICCARDO MAIGA arrivato da Paleni a 10 anni ed a 15 in classifica ETA
MOGHINI GABRIELE comincia con Paleni a 4 anni e a 13 anni in classifica ETA



Piu' molti altri che si sono fermati alla soglia delle classifiche mondiali in sintesi almeno
15 giocatori/trici partiti da piccoli con Paleni ed arrivati almeno alla seconda categoria
Tutti questi ragazzi hanno fatto una vita normale senza stress da prestazione e senza l'assillo di dover arrivare a tutti i costi, si sono allenati non piu' di una o due ore al giorno e non tutti i giorni e non hanno speso cifre folli.  Questo metodo e' anche oggetto di studio presso l'Universita' Cattolica di Milano dove Paleni ha tenuto alcune lezioni e dove alcuni studenti di scienze motorie hanno richiesto di poter fare ricerca sulla metodologia e quindi presentare la tesi di laurea sul metodo Paleni.

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