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LA RESPIRAZIONE
Respirare bene per avere il massimo rendimento
Noi respiriamo diversamente quando siamo arrabbiati piuttosto che tristi,
calmi piuttosto che tesi, quando ci stiamo divertendo piuttosto che quando
siamo spaventati. La rabbia e la paura si evidenziano immediatamente nel
cambiamento del pattern di respirazione.
Quando sei calmo e positivo, il tuo respiro sarà regolare, ritmato, facile e
profondo. Quando hai paura il tuo respiro sarà poco profondo, irregolare,
spasmodico, si evidenzia un aumento della tensione muscolare, aumento di
vivacità, concentrazione rigida e pensiero confuso; in poche parole si
evidenzia quello che gli americani chiamano “CHOCKING” (soffocante).
Come si respira giocando a tennis
1) Espira attraverso la bocca al momento del contatto, lascia che il
flusso dell’aria sia aggressivo e lungo; se lo farai correttamente produrrai
un lungo aaahhhh quando colpisci. Ti suggerisco di pronunciare la parola
y-e-s-s-s-s-s-s-s al momento esatto del contatto.
2) Inspira dal naso ed espira con la bocca. Quando inspiri, solleva le
spalle e quindi abbassale completamente quando espiri.
3) Durante i cambi, inspira lentamente attraverso il naso contando fino a
quattro, trattieni per due secondi e quindi espira lentamente attraverso la
bocca contando fino a quattro
Ricorda che una buona respirazione manterrà alta La tua concentrazione,
rilassati i tuoi muscoli, tranquilla la tua mente e quindi ti aiuterà ad
affrontare meglio qualsiasi situazione di gioco.
IL RILASSAMENTO MUSCOLARE
Come migliorare il rilassamento muscolare tra un punto e l’altro
Imparare a mantenere rilassati e sciolti i muscoli durante le situazioni di
pressione e’ fondamentale per ottenere la massima efficienza nella
prestazione. I muscoli troppo tesi provocano una netta diminuzione di alcune
capacità fisiche come la coordinazione, l’equilibrio, la velocità, la
rapidità dello sguardo e la capacità di movimento.
Per rilassare i tuoi muscoli vi sono cose da fare fuori dal campo (tecniche
di rilassamento che tratteremo in future lezioni) ed alcune cose da fare in
campo. Praticare regolarmente alcune semplici sequenze può aiutarti a
migliorare la tua abilità nel rilassarti tra un punto e l’altro:
1) Liberati della racchetta dalla mano dominante non appena finito il punto,
porta la racchetta all’altra mano, con il piatto corde rivolto in altro; il
sangue circolerà meglio nella mano dominante ed entrambe le mani rimarranno
rilassate e sciolte.
2) Lascia sempre le braccia rilassate e sciolte lungo i fianchi mentre
cammini tra un punto e l’altro. I top players lasciano cadere immediatamente
le braccia sui fianchi quando il punto e’ finito, come se scaricassero la
tensione verso il basso, fuori dal corpo sul terreno.
3) Contrai e rilassa alternativamente i tuoi muscoli, Tendi e poi scrolla
via la tensione. Impara a riconoscere quando un gruppo muscolare comincia a
diventare teso ed intraprendi un’azione specifica per ridurre la tensione
prima del prossimo punto.
4) Evita di vagare con lo sguardo, ricorda che la tua mente tende a seguire
i tuoi occhi. Tenere lo sguardo su un punto preciso (ad esempio le corde) ha
un effetto calmante e rilassante su molti giocatori.
5) Prenditi più tempo, asciugati, allacciati le scarpe, ricorda che sotto
pressione normalmente i giocatori tendono ad affrettarsi e quindi ad
aumentare la tensione muscolare: e’ provato che quando giochi bene e sei
rilassato tra un punto e l’altro passano normalmente circa 16/18 secondi,
quando sei sotto pressione il tempo diminuisce a circa 10/12 secondi.
Ricordati che il rilassamento è una tecnica che si può imparare ed è un
requisito necessario per il raggiungimento della massima prestazione.
L’INTENSITA'
Molte volte mi sono sentito chiedere da allievi, giocatori, allenatori
maestri, che cos’e’ l’intensità nella prestazione sportiva.
A mio parere l’intensità e’ energia di attivazione, e’ uno stato ottimale di
prontezza mentale e fisica che ti mette in condizione di vincere.
Il nostro metro di misura per l’intensità e’ indubbiamente il battito
cardiaco, la frequenza cardiaca (il numero di battiti al minuto) e’ una
finestra sulla nostra fisiologia e sulle nostre emozioni..
Gli studi e le ricerche effettuate in questo campo dimostrano che esiste una
“zona di attivazione” e una stato ideale di performance che può essere
misurata dalla frequenza cardiaca.. La variabilità dipende dalla persona e
dallo sport, quando la frequenza cardiaca cade al di sotto o si innalza al
di sopra dei limiti ideali la prestazione ne soffre .
ALCUNE CONSIDERAZIONI SCATURITE DA RICERCHE E STUDI EFFETTUATI
1) Tutti i giocatori tendono ad avere un range ideale di intensità misurato
dalla frequenza cardiaca. Il range ideale e’ individuale e varia con l’età
del soggetto e il livello di forma fisica.
2) Per moltissimi giocatori i livelli di prestazione tendono a cadere quando
la loro frequenza cardiaca cade al di sotto dei 120 battiti al minuto prima
dell’inizio del punto.
3) I livelli di prestazione tendono a cadere quando la frequenza cardiaca
sale al di sopra dei 160 battiti al minuto
4) Il nervosismo e la rabbia incrementano la frequenza cardiaca (a volte
anche al di sopra dei 200 battiti) con la conseguenza di una caduta di
prestazione
5) La caduta di frequenza cardiaca e’ spesso associata alla vincita di un
set o alla vincita di un game importante, con la conseguenza di un calo di
prestazione nei punti successivi.
CONSIGLI PER AUMENTARE L’INTENSITA’ NEL TUO GIOCO
1) Tenta di innescare nella tua mente emozioni forti, positive, visualizza
cose che siano stimolanti ed eccitanti (ad esempio: io amo giocare i punti
importanti).
2) Stimola i tuoi piedi saltando su e giù prima che arrivi il servizio.
Prolunga il punto mantenedo la palla in gioco, il che avrà l’effetto di
aumentarti la frequenza cardiaca.
3) Aumenta il ritmo respiratorio, pulisci i tuoi polmoni espirando
aggressivamente come se volessi spegnere le candeline della torta di
compleanno.
CONSIGLI PER DIMINUIRE L’INTENSITA’ SUL CAMPO
1) Fai ogni cosa lentamente, prenditi tutti i 25 secondi a tua disposizione
tra un punto e l’altro
2) Rilassa i muscoli delle braccia e delle mani contraendo e quindi
rilassando la tensione muscolare
3) Prendi almeno un respiro profondo dal basso dello stomaco. Espira
attraverso la bocca con un lungo e continuo flusso d’aria
RICORDA, QUANDO LE COSE DIVENTANO DIFFICILI, SORRIDI, DIMINUISCE
L’INTENSITA’
L'AUTOSTIMA
L’autostima e’ il grado in cui il giocatore apprezza se stesso, il suo
valore e la sua esperienza.
I tennisti che presentano un alto livello di autostima sono di solito quelli
che amano lo sport , che accettano positivamente i suggerimenti che vengono
loro rivolti dalle persone che li gestiscono come giocatori, sono
sostanzialmente contenti del gioco da loro espresso ma aspirano ad un
continuo e costante miglioramento della loro tecnica di gioco. Chi presenta
un alto livello di autostima inoltre, e’ in genere stabile nella dimensione
emotiva e con un buon livello di fiducia nelle sue possibilità di riuscire a
vincere contro avversari alla sua portata.
Un ruolo significativamente importante sul livello di autostima e’ stato
svolto dal primo maestro, se questo e’ riuscito a rinforzargli adeguatamente
i comportamenti positivi quali:
l’impegno profuso nello svolgere un certo esercizio, il buon risultato
conseguito seguendo una certa indicazione, l’applicazione ad un compito fino
al raggiungimento della soluzione; allora sono state gettate le basi per la
formazione di un buon livello di autostima del futuro giocatore.
Viceversa, se il rapporto tra maestro ed allievo e’ stato caratterizzato
prevalentemente da critiche, giudizi negativi e segnali di disapprovazione
per il lavoro svolto allora e’ piu’ probabile che l’allievo non sviluppi
appieno un sufficiente livello di autostima per affrontare la competizione
con qualche probabilita’ di successo.
bibliografia: scritti di Antonio Daino psicologo
I RITUALI (per qualcuno sono tic)
Se osserviamo attentamente i migliori giocatori/trici notiamo che quelli con
rituali chiaramente definiti tendono a resistere meglio sotto la pressione
del gioco rispetto a quelli che non ne hanno.
I rituali prima del servizio possono includere, toccare la maglietta,
soffiare sulla mano, fare un respiro profondo, immaginare un gran servizio,
fare rimbalzare la palla più volte. In tutti gli sport questi, in apparenza
insignificanti tic, sono indispensabili per delle performance d’alto
livello. Perche’ i rituali aiutano? Semplicemente perche’ ci aiutano a
trattare la pressione con piu’ efficacia.
Appena la pressione cresce durante un incontro, si ha la tendenza ad
affrettarsi a camminare piu’ in fretta a perdere il naturale senso del
ritmo. Seguire fedelmente una serie di rituali ben definita, puo’
significativamente aiutarti ad evitare che cio’ avvenga, i rituali ti
aiutano ad accrescere la concentrazione, a giocare piu’ istintivamente, a
rimanere rilassato ed ad aumentare il livello d’intensita’ subito prima di
cominciare un punto. Ti aiutano ad evitare che i tuoi allarmi biologici
esplodano quando le cose diventano difficili ed a mobilitare la mente ed il
corpo per un’azione immediata. Seguire religiosamente un preciso insieme di
rituali vuole anche dire giocare meno colpi imprecisi. Tieni ben a mente
questi punti:
Esamina i tuoi rituali prima di servire o rispondere. Hai uno specifico
insieme di attivita’ che segui in quei momenti?
Lavora per sviluppare rituali precisi sia fisici sia mentali, prima di
cominciare un altro punto
Segui i tuoi rituali in competizione, particolarmente quando aumenta la
pressione
NIKEFOBIA (la paura di vincere)
Noi Maestri ci sentiamo spesso dire: “Vincevo 6-2 4-1 ed ho perso” “Ho avuto
tre match-ball ma non li ho sfruttati” “Potevo vincere ma nel game decisivo
non so’ cosa mi è successo, ho cambiato gioco e ho perso”.
La paura di perdere è in tutti gli atleti di basso e di alto livello:
e’ il sentimento predominante prima e durante il match.
Ma la paura di vincere è un paradosso, un controsenso: lo scopo dello sport
agonistico è soprattutto vincere.
Allora perché molti atleti quando sono ad un passo per poterlo fare
innescano un meccanismo inconscio per non vincere?
La paura di vincere razionalmente non si giustifica, eppure esiste, possiamo
indicare in una percentuale che va dal 20 al 30% il numero di atleti che in
maniera più o meno evidente ne soffre.
COME SI MANIFESTA
Appena l’atleta pensa di poter vincere, la paura lo attanaglia e non puo’
più vincere.
Può vincere solo se non si rende conto o non si accorge che stà vincendo..
ALCUNE SPIEGAZIONI POSSIBILI DEL FENOMENO:
1) Una spiegazione di tipo freudiana ci viene da alcuni famosi psicologi
dello sport (Antonelli).
Per vincere, in particolare nel tennis, bisogna avere una certa dose di
aggressivita’, ma se l’atleta è cresciuto in un clima che proibiva
l’aggressività e soprattutto se uno dei genitori ha sempre frustrato ogni
atteggiamento aggressivo nell’atleta bambino, è probabile che l’atleta,
divenuto adulto (ma a livello inconscio si è sempre bambini atterriti
dall’autorità paterna), senta una propria affermazione agonistica come una
disubbidienza a causa di quell’aggressività che dovrebbe tirare fuori.
Il vincere verrebbe a coincidere con il disubbidire e rappresenterebbe per
il (padre-madre) una colpa.
2) L’atleta sembra grande all’allenatore, ai tecnici ma in realtà lui non si
percepisce come tale, vive nell’illusione che la grande performance
arriverà, ma vuoi per una scusa, vuoi per un’altra, rinvia sempre il grande
momento. L’ora del grande match vinto avrebbe il sapore dell’ora della
verità: Ma se poi si fallisse? Meglio guadagnare tempo e rimandare.
Intento il tempo passa e la grande speranza resta tale per tutta la vita.
3) E’ il caso dell’atleta che contro ogni previsione ottiene un grande
successo che meraviglia tutti, lui per primo. Dopo la grande affermazione si
chiude in se stesso, non vuole più mettersi alla prova per paura di deludere
se stesso e gli altri. Gli avversari saranno sempre troppo forti,
insuperabili.
Se vi riconoscete in questi fenomeni parlatene con il vostro Coach o il
vostro Maestro, cercate insieme di lavorare per risolvere, almeno in parte,
il problema.
Bibliografia:Tennis Training di Alberto Castellani
Lo stato di grazia (qualcuno lo chiamo flow)
I giocatori , quando riescono
a descrivere la loro migliore performance, fanno riferimento a concetti che
possono sembrare strani alla persone normali.
Di solito quando chiediamo ad un atleta come si sentiva durante quella gara
ci sentiamo rispondere:
- mi sembrava che il tempo si fosse fermato
- avevo una straordinaria consapevolezza di me stesso
- avevo una straordinaria energia
- avevo la sensazione di controllare perfettamente i movimenti che mi
sembravano rallentati rispetto al solito
- avevo un’enorme intensita’ ma io ero completamente rilassato
- ero eccezionalmente calmo interiormente, ma completamente pieno di energia
- qualcuno usava il mio braccio e giocava per me, io dovevo solo
assecondarlo
- il mio corpo esprimeva gioia, potere, controllo
Notiamo la natura confusa di queste dichiarazioni, e’ comunque evidente che
lo stato mentale che accompagna una prestazione di successo e’ decisamente
differente dello stato mentale che accompagna una prestazione “normale” .
Per esprimerci al meglio dobbiamo innescare lo stato di forma ideale che non
e’ il risultato di giocare bene ma e’ precisamente cio’ che rende possibile
il giocare bene.
Esprimersi al meglio e’ veramente una questione di equilibrio emotivo, ed i
cambiamenti emotivi, fisici e biochimici possono portare a varie differenti
alterazioni di stati di coscienza. Come il tuo umore cambia durante
l’incontro, cosi’ cambia la tua biochimica. Solo quando la tua chimica e’ a
posto, quando tutto l’insieme e’ ricco e potente, puoi raggiungere il
massimo della prestazione.
Per raggiungere lo stato di prestazione ideale, tieni in mente due cose
importanti:
Primo, quando stai giocando al massimo sei in uno stato non lontano da
quello di trance, al contrario sei nello stesso momento ben sintonizzato.
Secondo, devi capire che il tuo stato di performance ideale e’
controllabile, la grandezza dei migliori giocatori e’ dovuta in parte alla
loro eccezionale abilita’ nel controllare il loro ideale stato emotivo e
mentale. I giocatori che, presi nella corrente della loro vena negativa,
cedono durante il gioco, non potranno mai raggiungere il loro potenziale.
Per loro la grande performance e’ qualcosa che capita sporadicamente per
caso.
Ti do tre suggerimenti per cominciare a controllare il tuo ideale clima
mentale:
1) Aumenta la consapevolezza, comincia a capire in che modo il tuo clima
emozionale e mentale e’ associato alle tue migliori prestazioni
2) Fatti organizzare dalle tue emozioni positive, quando la sfida,
l’entusiasmo e la determinazione vengono rimpiazzate da frustrazione, rabbia
o paura, sintonizzare bene le emozioni e’ impossibile
3) Modella te stesso su un competitore di successo, alcuni grandi campioni
sono competitori da emulare, essi proiettano di solito sentimenti comuni per
prestazioni di alto livello come il rilassamento, la calma, poca pressione,
alta intensita’ positiva e grande sicurezza.
LA VARIABILITA', LA REAZIONE E LA DIFFERENZAZIONE COME ELEMENTI FONDAMENTALI
PER IL MIGLIORAMENTO DEI COLPI E PER L'ALLENAMENTO DELLA FLESSIBILITA'
MENTALE.
"VARIARE VARIARE VARIARE , VARIARE MOLTO E' GIA' MIGLIORARE "
"Variare molto, correggere poco"
VARIARE BERSAGLI,
VARIARE ZONE DEL CAMPO,
VARIARE LE ESECUZIONE (A BLOCCHI, SERIALE, RANDOM),
VARIARE GLI ANGOLI,
VARIARE IN PROFONDITA'
VARIARE IN ALTEZZA,
VARIARE LE SITUAZIONI,
VARIARE IN IMPUGNATURE
VARIARE DI MANO,
VARIARE LO SPIN,
VARIARE GLI APPOGGI
VARIARE IL CENTRO DI ATTENZIONE (FLESSIBILITA' MENTALE)
ALLENAMENTO DELLA CONCENTRAZIONE e della flessibilita' mentale
I CENTRI ATTENTIVI SECONDO LO PSICOLOGO R. NIDEFFER
I centri di attenzione sono classificati, secondo Nideffer, in quattro
fuochi:
interno ristretto
interno ampio
esterno ristretto
esterno ampio
L'ATLETA USA I CENTRI ATTENTIVI ESTERNI PER RENDERSI CONTO DI QUELLO CHE
SUCCEDE INTORNO A LUI, MENTRE USA I CENTRI ATTENTIVI INTERNI PER SCEGLIERE
LA MIGLIORE DECISIONE STRATEGICA ED USARE NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE QUANTO
ACCANTONATO NELLE MEMORIE CON LE SUE ESPERIENZE PASSATE
Per poter essere efficaci e concentrati gli atleti devono poter spostare il
loro centro attentivo in risposta al cambiamento di situazione , la loro
capacita' di poter spostare il fuoco attentivo fa migliorare di molto la
loro concentrazione quindi la loro prestazione.
Trattasi di lezioni che coinvolgono il fisico ma in particolare la mente
quindi e' opportuno eseguirle con un tecnico
esperto e di grande esperienza .
FORTISSIMI IN ALLENAMENTO, DISASTROSI IN PARTITA
Quanti giocatori, intelligenti, di talento, ben impostati, con buoni
genitori, che magari lavorano molto duramente, motivati, con buoni tecnici
che li seguono eccezionali in allenamento, appena comincia la partita,
appena iniziano le prime difficolta’ si sciolgono come neve al sole
perche???
Appena cominciano i problemi il loro spirito combattivo diminuisce e viene
rimpiazzato da un forte senso di impotenza. Vuole vincere, ma qualcosa nel
suo backround indebolisce la sua convinzione di trovare delle risposte nel
mezzo della battaglia sportiva, perche’ non ci crede??? Perche’ si sente
impotente durante situazioni competitive avverse, mentre altri crescono
nelle stesse situazioni????
Quando i giocatori vengono esposti ripetutamente a cio’ che loro
percepiscono come un risultato incontrollabile , cominciano a prendere delle
scuse, credono che quello che succede nel match sia al di fuori del loro
controllo- era il vento- la sfortuna-l’arbitro-illuminazione scarsa- il
campo-le palline ecc. ecc. e quasi sempre sentono di non avere l’abilita’ e
la forza per modificare con successo la loro prestazione in poche parole si
sentono IMPOTENTI .
L’antidoto sia per la prevenzione che per la correzione di questo erroneo
responso emotivo e’ la percezione del successo, trovare il successo anche in
una sconfitta aiuta a prevenire il senso dell’impotenza, percepire il
successo significa anche essere sicuri di avere dato tutto, di aver tratto
beneficio di quella partita anche se persa.
Non puoi controllare direttamente il vincere ma puoi controllare : lo
sforzo, il modo di pensare, il senso di combattivita’, l’impegno ad
imparare, l’essere piu’ positivo o piu’ aggressivo. Proponendoti questo tipo
di obiettivi, comincerai a sentire come ogni incontro che giochi puo’ fare
la differenza.
ALCUNI SUGGERIMENTI PER COMBATTERE L’IMPOTENZA
1 Valuta fino a che punto l’impotenza sia per te un problema
2 Comincia a stabilire obiettivi di padronanza sia in allenamento che in
competizione
3 Metti al primo posto lo sforzo, l’atteggiamento e la strategia. Gli
obiettivi di miglioramento e di apprendimento devono contare piu’ del
vincere
4 Ogni volta che la situazione sfugge al tuo controllo devi dire “stop” Fai
un nuovo proposito di
impegno allo sforzo ed all’atteggiamento positivo e misura il tuo successo
in questi termini
5 Proponiti ogni giorno obiettivi di padronanza e tieni un accurato
resoconto dei risultati
Giocatori sotto-attivati e giocatori sovra-attivati
Alcuni giocatori prima di entrare in campo :
- hanno la sensazione di mancanza di energia
- hanno scarsa concentrazione, facilmente distratta anche da elementi
superficiali
- hanno una considerevole riduzione della tensione e dell'ansieta'
- hanno la sensazione di disinteresse e demotivazione
- all'apparenza appaiono annoiati e pigri
- hanno scarsa valutazione del tempo ed incapacita' di anticipazione
- hanno una forte sensazione di impotenza
Tutti questi segnali sono tipici di sotto-attivazione dovuta a diversi
motivi (ad es. gioco troppo presto alla mattina ed io gioco meglio al
pomeriggio- giocatore evening ecc. ecc. )
STRATEGIE PER ALZARE IL PROPRIO LIVELLO DI ATTIVAZIONE:
- esercizi respiratori allo scopo di aumentare la frequenza respiratoria
- esercizi di mobilizzazione (ad esempio saltelli)
- revisione mentale dei principali obiettivi
- formulazione di un linguaggio interno positivo
- esercizi di tensione-distensione muscolare
- con l'uso di tecniche di visualizzazione riallenarsi a recuperare stati
emotivi positivi legati ad esperienze positive passate
- movimenti veloci degli occhi
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Altri giocatori hanno il problema inverso, segnali tipici di una
sovra-attivazione sono:
- sensazione soggettiva di ansieta'
- tensione e rigidita' muscolare
- aumento della frequenza cardiaca, respiro irregolare, innalzamento della
pressione arteriosa
- affaticamento precoce
- scarso controllo delle proprie reazioni emotive
- difficolta' di concentrazione e di focalizzazione dell'attenzione
- l'attenzione puo' rimanere fissata su un elemento estraneo alla
situazione, oppure il pensiero e' occupato da idee disturbanti
- pensieri negativi ed autocritici
STRATEGIE PER ABBASSARE IL PROPRIO LIVELLO DI ATTIVAZIONE:
1) Effettuare esercizi per imparare a regolare la propria attivita'
respiratoria (in caso di sovra-attivazione e' utile mantenere bassa la
frequenza respiratoria)
2) Esercizi di rilassamento muscolare; tali esercizi possono essere anche
applicati "sul campo" ed in situazioni via via meno protette sotto forma di
"mini-esercizi"
3) Esercizi di focalizzazione dell'attenzione su elementi positivi
4) Esercizi di deconcentrazione da elementi di disturbo
5) Allenarsi ad "abbattere" l'importanza della competizione
6) Sviluppare un atteggiamento mentale positivo e costruttivo
RICORDA PRIMA DI ENTRARE IN CAMPO "ASCOLTATI" SEMPRE
LA BENZINA PER I NOSTRI MUSCOLI
Molti ragazzi mi chiedono come ci si allena, come si puo' valutare un
allenamento fatto bene da uno approssimativo, come mai ogni tanto finisce la
benzina ecc. ecc.
Cominceremo a parlare del nostro sistema muscolare e della sua principale
fonte di energia che e' l'acido adenosintrifosforico (ATP). Il nostro
organismo crea energia grazie al sistema muscolare che impiega come benzina
il processo energetico della scissione dell'acido adenosintrifosforico (o
ATP) per la contrazione muscolare. L'ATP e' dunque la principale fonte
diretta di energia per le attivita' cellulari. La quantita' di ATP e'
naturalmente ridotta e l'organismo la ricostruisce attraverso tre sistemi
che dipendono dall'intensita' del lavoro svolto.
SISTEMA AEROBICO
Coinvolge direttamente l'ossigeno ed e' utilizzato solo quando il lavoro
muscolare e' eseguito a intensita' moderata. Questo sistema ha grande
capacita' ma potenza ridotta .
SISTEMA ANAEROBICO ALATTACIDO
Avviene in assenza d'ossigeno, o quando non e' sufficiente per far fronte
alle esigenze energetiche complessive , senza produzione di acido lattico.
E' basilare nelle situazioni che necessitano di un'intensa attivita'
muscolare per un periodo di tempo breve. Questo sistema di sicuro e' il piu'
potente, ma ha una bassa capacita' massima di erogazione energetica (circa
6/7 secondi).
SISTEMA ANAEROBICO LATTACIDO
Quando un impegno muscolare massimale si potrae per vari secondi, vi e'
produzione di acido lattico. Questo avviene anche quando tra due o piu'
scatti non vi e' una pausa sufficientemente lunga (recupero). Questo sistema
ha una potenza minore dell'alattacido, ma la capacita' di fornire energia e'
maggiore.
COME POTETE NOTARE LA MATERIA E' COMPLESSA ED E' QUINDI PER QUESTO CHE
DOVETE AFFIDARVI A PERSONE DI GRANDE CULTURA E COMPETENZA PER POTER SVOLGERE
UNA PREPARAZIONE FISICA OTTIMALE
L'ERRORE
L'errore provoca in molti giocatori una caduta emotiva. L'errore puo'
innescare risposte emotive (delusione, imbarazzo, rabbia, bassa intensita')
cio' puo' provocare un gioco inconsistente e povero.
Per alcuni giocatori quasi ogni errore rappresenta una crisi emotiva. Ma la
cosa interessante da notare e' che TUTTI governano gli errori alla stessa
maniera quando stanno giocando bene, "semplicemente si girano e se ne vanno
come se niente fosse successo".
Idealmente la migliore risposta agli errori e' sentirsi sfidati. Un errore
e' semplicemente un messaggio retroattivo al computer mentale che il tipo di
risposta non era perfetta e che e' necessario qualche ritocco . Dobbiamo
avere sempre in mente che quando commettiamo errori il nostro corpo sta
sperimentando, senza errori il processo d'apprendimento motorio sarebbe
bloccato permanentemente "nessun errore motorio nessun progresso motorio" (
teoria dello schema R.Smith 1975) Ma anche le emozioni negative bloccano i
progressi e sono una risposta naturale agli errori. Quindi la soluzione? La
soluzione è che i giocatori devono allenarsi emotivamente cosi che gli
errori possono produrre le giuste risposte emotive.
Ad ogni allenamento stabilisci 10/15 minuti a parte per il training emotivo.
Metti in pratica la seguente sequenza d'allenamento alla fine d'ogni punto
giocato:
- Dopo un errore istantaneamente voltati ed allontanati.
- Togli la racchetta dalla mano dominante e tienila con l'altra mano con la
testa della racchetta rivolta verso l'alto (immagine forte)
- TESTA ALTA, MENTO PARALLELO AL SUOLO, SPALLE INDIETRO, l'intento è di
proiettare l'immagine piu'forte e sicura immediatamente dopo l'errore.
- Il tuo modo di camminare deve mostrare energia.
RICORDA: se l'errore portera' ad una risposta emozionale (rabbia, imprechi,
lanci di racchetta) gli errori aumenteranno perche' l'espressione della
rabbia si rinforza in se stessa .
Devi sempre agire come se l'errore non rappresenti un problema anzi devi
pensare che il tuo corpo sta sperimentando nuove risposte motorie per
evitarti nuovi errori
GIACOMO PALENI
TRAINING MENTALE
Tecniche Di rilassamento- Visualizzazioni- Allenamento Ideomotorio
Le tecniche di rilassamento consentono agli atleti di:
controllare il loro tono muscolare
controllare il loro stato emotivo
ridurre l'ansia preagonistica
facilitano il recupero fisico e mentale
ed in particolare facilitano l'attivita' immaginativa permettendo agli
atleti di
poter anche allenare, con la visualizzazione, la parte "nascosta" del
movimento.
Alcuni allenatori pensano che le tecniche di rilassamento possono , se usate
prima della gara,
interferire con la carica agonistica. Per me alcune procedure di
rilassamento non solo sono
utili ma indispensabili per l'atleta sia per quando sopra evidenziato che
per un vero e proprio
allenamento del gesto tecnico quando, per la tensione, alcune sensazioni
improvvisamente
spariscono o si "sentono" meno.
LA VISUALIZZAZIONE
Una delle tecniche di rilassamento e di training mentale piu' usate nella
mia scuola e' la visualizzazione, cioe' : lavorare con le immagini mentali.
Affinche' il lavoro con le immagini mentali sia utile, dobbiamo fare in modo
che gli atleti allenino la propriaabilita' immaginativa . Devono avere la
consapevolezza che non si puo' non immaginare, non possononon avere una
immaginazione mentale di quello che fanno e, a seconda di come e' la
rappresentazione mentale, l'atleta potra' avere una prestazione efficiente o
scadente.
Quindi la rappresentazione immaginativa deve essere il piu' aderente
possibile al contesto sportivo, l'atleta deve essere in grado di controllare
le proprie immagini mentali, facendo in modo che non vi siano immagini
"parassite", immagini cioe' che disturbano la rappresentazione mentale di un
gesto tecnico. Nel Tennis se l'atleta prima di un servizio "vede o sente" un
doppio fallo sicuramente il suo gesto tecnico verra' condizionato da un
punto di vista tecnico esecutivo . Ovviamente al contrario se l'atleta
"vede" un servizio fatto alla perfezione il gesto tecnico verra condizionato
in senso positivo.
Ci sono altri principi su cui si deve basare l'allenamento mentale tramite
le visualizzazioni che, per ragioni di spazio , non possiamo approfondire
ora. Rimarchiamo solo che dette tecniche devono essere allenate
sistematicamente e devono essere abbinate ad una tecnica di rilassamento.
Per finire voglio evidenziare due classi di visualizzazione:
-la prima che aiuta l'atleta a costruire il suo gesto tecnico, che l'aiuta a
consolidare le tracce mentali di una componente motoria . Quindi l'atleta
puo' ripassarsi mentalmente un gesto, uno schema tecnico tattico al fine di
"allenarlo" positivamente.
-la seconda e' la visualizzazione per la risoluzione dei problemi. Problemi
che possono essere legati alla paura di qualche situazione (ad esempio la
paura di giocare con il vento) , o ad alcuni traumi sportivi (mi sono rotto
la caviglia ed ora non appoggio piu' con sicurezza il mio piede)
RICORDATEVI SE VOLETE DIVENTARE DEI BUONI GIOCATORI NON POTETE TRALASCIARE
L'ALLENAMENTO MENTALE CHE RIMANE UNA COMPONENTE ESSENZIALE PER LA
COSTRUZIONE DI UN ATLETA IN TUTTI GLI SPORTS MA IN PARTICOLARE NEL TENNIS.
Giacomo Paleni